Chi Siamo

Chi Siamo

La Sala è fin dall’epoca longobarda la piazza dove veniva amministrata la giustizia (sala consiliarum), ai suoi margini sorsero diversi immobili tra cui le 3 case torri duecentesche che oggi sono il luogo e l’origine di Battistero Residenza d’Epoca e di Osteria Bonodinulla. Queste attività sono poste quindi nel cuore più antico della città di Pistoia, tra il sacro Battistero di San Giovanni e la più profana Piazza della Sala, oggi centro del mercato cittadino. Poste lungo via del Lastrone, (un cardine dell’antica città romana), le case oggi sede del complesso Battistero Residenza d’Epoca e Osteria Bonodinulla si sono sempre trovate quindi nel pieno centro della zona commerciale della città. 

L’idea del Battistero Residenza d’epoca e della vicina Osteria Bonodinulla nasce nel 2012, ma si realizza nel 2015 per l’Osteria e nel 2017 per il Battistero, frutto di un lungo lavoro di restauro e valorizzazione. L’intuizione è di Roberto Cappellini e Nicola Giuntini, proprietari di due aziende familiari e centenarie, conosciute sul territorio pistoiese per la loro storia e l’alta qualità dei loro prodotti. Vedrete spesso Nicola e Roberto affaccendarsi tra i tavoli dell’Osteria a raccontare agli ospiti gli aneddoti più curiosi della nostra città. Sara, Brigjilda e Elisa si alternano alla reception, per accogliervi ed aiutarvi per tutto il vostro soggiorno.

Nicola

Titolare

Roberto

Titolare

Sara

Brigjilda

Elisa

I Giuntini

Quarrata, 1902. Un terreno lungo la via carraia che portava a Lucciano e da lì a San Baronto e Vinci. Un atto notarile e un panificio che nasce. L'alto e grosso fornaio Silvio, detto “Silvione” (ancora oggi quella zona di Quarrata si chiama così) e sua moglie Gioconda sono il primo seme di un forno che da oltre 110 anni è indissolubilmente intrecciato alla storia di questo paesone tra Pistoia e Prato. Da allora 6 generazioni almeno si sono succedute nell'impastar farina: Dario e la moglie Giulia, il loro figlio Amedeo e la moglie Maria la quale, seppur vedova con tre figli piccoli, a soli 37 anni si fece carico della gestione del panificio, il loro figlio Franco e la moglie Maria Luisa che nel 1959 costruirono la nuova sede, il loro figlio Nicola e la moglie Antonella, i loro figli Jonathan e Tommaso che ad oggi proseguono la tradizione di famiglia.

In tutti questi anni il panificio ha visto scorrere due guerre mondiali, il ventennio fascista, ha visto finire un regno e nascere la Repubblica, ha accompagnato le grandi trasformazioni sociali trasformandosi più volte, è sopravvissuto alle tragedie familiari e alle crisi economiche come la depressione del '29, il pane a tessera, il mercato nero, il calmiere. Un ricco patrimonio di storia, esperienza e passione che ogni notte si rinfresca con il lievito, l'acqua e la farina trasformandosi in un pane unico da assaporare dal primo all'ultimo morso. Un patrimonio che il Panificio Giuntini conserva gelosamente come fosse uno scrigno di tesori, scrigno accessibile a chiunque voglia aprirlo e guardare con attenzione ciò che contiene.

I Cappellini

Era il 1878 quando il giovane Jacopo Niccolai rilevò la gestione della drogheria in cui lavorava come garzone, per poi acquistarla poco dopo. La bottega si trovava nella piazza del Duomo di Pistoia, proprio dietro al Battistero di San Giovanni in corte, di epoca trecentesca: un luogo, questo, che fin dal medioevo ha rappresentato il fulcro della vita sociale della città. Nonostante il caffè fosse per l’epoca un prodotto piuttosto raro, Jacopo sviluppò nel proprio negozio la produzione di miscele di prestigio, realizzate attraverso la torrefazione di coffea arabica proveniente da paesi lontani. Anche le macchine per tostare usate a quei tempi, perlopiù a carbone, erano una rarità. Poi, nel periodo tra le due guerre, il consumo di caffè si fece importante e la drogheria pistoiese, nel frattempo divenuta anche laboratorio di liquori, divenne meta di acquirenti provenienti dalle località vicine, come ad esempio quelle di montagna. Nel dopoguerra l’azienda iniziò anche a fornire a domicilio gli esercizi.

Oggi la torrefazione pistoiese fa parte dell’Unione delle imprese storiche italiane, che raggruppa solo imprese di eccellenza aventi almeno 100 anni di storia documentata e permeata da valori eticamente corretti.