
Chi Siamo
La Sala è fin dall’epoca longobarda la piazza dove veniva amministrata la giustizia (sala consiliarum), ai suoi margini sorsero diversi immobili tra cui le 3 case torri duecentesche che oggi sono il luogo e l’origine del Battistero Residenza d’Epoca. Questa attività è posta quindi nel cuore più antico della città di Pistoia, tra il Battistero di San Giovanni e la Piazza della Sala, oggi centro del mercato cittadino. Poste lungo via del Lastrone, (un cardine dell’antica città romana), le case oggi sede del complesso Battistero Residenza d’Epoca si sono sempre trovate quindi nel pieno centro della zona commerciale della città.
L’idea del Battistero Residenza d’epoca e della vicina Osteria Bonodinulla (oggi D'Era Bistrot) nasce nel 2012, ma si realizza nel 2015 per l’Osteria e nel 2017 per il Battistero, frutto di un lungo lavoro di restauro e valorizzazione. Il progetto fu Roberto Cappellini e Nicola Giuntini, proprietari di due aziende familiari e centenarie, la Torrefazione Mokajenne e il Panificio Giuntini, conosciute sul territorio pistoiese per la loro storia e l’alta qualità dei loro prodotti.
In particolare l'immobile sede della Residenza è stato sede della torrefazione almeno dal 1878 fino al 1968 e della rivendita di caffè e spezie fino al 2010.
In particolare l'immobile sede della Residenza è stato sede della torrefazione almeno dal 1878 fino al 1968 e della rivendita di caffè e spezie fino al 2010.
Nicola
Titolare
Roberto
Titolare
Il Panificio Giuntini
Quarrata, o meglio Montorio, 20 settebre 1873 un fiocco azzurro viene appeso alla porta di casa Giuntini: è nato Dario, il primogenito di Silvio! Il padre aveva 23 anni ed era un bottegaio.
Questo atto di nascita è il documento più antico che attesta la nascita dell' azienda familiare Giuntini.
Nel 1902, sempre Silvio acqustò un terreno lungo la via carraia che portava a Lucciano e da lì a San Baronto e Vinci, in quel luogo, negli anni, furono costruti diversi immobili sede di abitazione e di attività.
Sivio era un uomo robusto, lo chiamavano di sprannome “Silvione”: ecco ancora oggi quella frazione di Quarrata porta il suo nome! Questo ci dice quanto la famiglia Giuntini e il loro Panifico siano legati a quel territorio.
Il panificio ha oltre 150 anni, 6 generazioni si sono date il cambio nell'impastar farina: Silvio e la moglie Gioconda, Dario e la moglie Giulia, il loro figlio Amedeo e la moglie Maria la quale, seppur vedova con tre figli piccoli, a soli 33 anni si fece carico della gestione del panificio; il loro figlio Franco e la moglie Maria Luisa che nel 1959 costruirono la nuova sede, il loro figlio Nicola e la moglie Antonella, i loro figli Jonathan e Tommaso che ad oggi proseguono la tradizione di famiglia.
In tutti questi anni il panificio ha visto scorrere due guerre mondiali, il ventennio fascista, ha visto finire un regno e nascere la Repubblica, ha accompagnato le grandi trasformazioni sociali trasformandosi a sua volta ripetutamente, è sopravvissuto alle tragedie familiari e alle crisi economiche come la depressione del '29, il pane a tessera, il mercato nero, il calmiere. Un ricco patrimonio di storia, esperienza e passione che ogni notte si rinfresca con il lievito, l'acqua e la farina trasformandosi in un pane unico da assaporare dal primo all'ultimo morso. Un patrimonio che il Panificio Giuntini conserva gelosamente come fosse uno scrigno di tesori, scrigno accessibile a chiunque voglia aprirlo e guardare con attenzione ciò che contiene.
Questo atto di nascita è il documento più antico che attesta la nascita dell' azienda familiare Giuntini.
Nel 1902, sempre Silvio acqustò un terreno lungo la via carraia che portava a Lucciano e da lì a San Baronto e Vinci, in quel luogo, negli anni, furono costruti diversi immobili sede di abitazione e di attività.
Sivio era un uomo robusto, lo chiamavano di sprannome “Silvione”: ecco ancora oggi quella frazione di Quarrata porta il suo nome! Questo ci dice quanto la famiglia Giuntini e il loro Panifico siano legati a quel territorio.
Il panificio ha oltre 150 anni, 6 generazioni si sono date il cambio nell'impastar farina: Silvio e la moglie Gioconda, Dario e la moglie Giulia, il loro figlio Amedeo e la moglie Maria la quale, seppur vedova con tre figli piccoli, a soli 33 anni si fece carico della gestione del panificio; il loro figlio Franco e la moglie Maria Luisa che nel 1959 costruirono la nuova sede, il loro figlio Nicola e la moglie Antonella, i loro figli Jonathan e Tommaso che ad oggi proseguono la tradizione di famiglia.
In tutti questi anni il panificio ha visto scorrere due guerre mondiali, il ventennio fascista, ha visto finire un regno e nascere la Repubblica, ha accompagnato le grandi trasformazioni sociali trasformandosi a sua volta ripetutamente, è sopravvissuto alle tragedie familiari e alle crisi economiche come la depressione del '29, il pane a tessera, il mercato nero, il calmiere. Un ricco patrimonio di storia, esperienza e passione che ogni notte si rinfresca con il lievito, l'acqua e la farina trasformandosi in un pane unico da assaporare dal primo all'ultimo morso. Un patrimonio che il Panificio Giuntini conserva gelosamente come fosse uno scrigno di tesori, scrigno accessibile a chiunque voglia aprirlo e guardare con attenzione ciò che contiene.
La Torrefazione Mokajenne
Era il 1878 quando il giovane Jacopo Niccolai rilevò la gestione della drogheria in cui lavorava come garzone, per poi acquistarla poco dopo. La bottega si trovava nella piazza del Duomo di Pistoia, proprio dietro al Battistero di San Giovanni in corte, di epoca trecentesca: un luogo, questo, che fin dal medioevo ha rappresentato il fulcro della vita sociale della città. Nonostante il caffè fosse per l’epoca un prodotto piuttosto raro, Jacopo sviluppò nel proprio negozio la produzione di miscele di prestigio, realizzate attraverso la torrefazione di coffea arabica proveniente da paesi lontani. Anche le macchine per tostare usate a quei tempi, perlopiù a carbone, erano una rarità. Poi, nel periodo tra le due guerre, il consumo di caffè si fece importante e la drogheria pistoiese, nel frattempo divenuta anche laboratorio di liquori, divenne meta di acquirenti provenienti dalle località vicine, come ad esempio quelle di montagna. Nel dopoguerra l’azienda iniziò anche a fornire a domicilio gli esercizi.
Oggi la torrefazione pistoiese fa parte dell’Unione delle imprese storiche italiane, che raggruppa solo imprese di eccellenza aventi almeno 100 anni di storia documentata e permeata da valori eticamente corretti.
Oggi la torrefazione pistoiese fa parte dell’Unione delle imprese storiche italiane, che raggruppa solo imprese di eccellenza aventi almeno 100 anni di storia documentata e permeata da valori eticamente corretti.






